Vittoria determinante, ma non decisiva: ora due trasferte “impossibili” prima della sosta

Vittoria speravamo che fosse e vittoria è stata, al termine di un match ovviamente sofferto e ricco di situazioni arbitrali e tensioni finali.

Dopo l’esperimento tattico (fallito) di Como, Di Francesco è tornato alle origini, schierando un 4-2-3-1 con la novità di Ngom (sontuoso) titolare e il ritorno dal primo minuto di Stulic (cecchino). Una gara preparata bene dal tecnico abruzzese che ha sostanzialmente permesso ai nostri di gestire la partita nel primo tempo e affondare nel momento giusto, chiudendo la prima frazione in vantaggio di 2-0 oltre ogni più rosea aspettativa.

*Nota a margine: il Lecce ottiene il suo secondo rigore stagionale, sempre assegnato dopo revisione del VAR, dopo quello di settembre ottenuto contro il Napoli poi sbagliato da Camarda*.

Ad inizio ripresa però sono arrivati i problemi per i giallorossi, perché Nicola dal canto suo ha sparigliato le carte inserendo il gigante Djuric, calciatore storicamente spina nel fianco della squadra salentina. Pronti via nella ripresa è arrivata la sua spizzata di testa che ha sorpreso Tiago e Siebert e ha messo in porta Bonazzoli che senza problemi ha accorciato le distanze e rimesso in partita la Cremonese. In realtà il Lecce poi in maniera altrettanto sorprendente ha ripreso in mano le redini della gara e si è certamente più avvicinato a fare il 3-1 che subire il 2-2, poi però sono arrivati delle sostituzioni che hanno anche portare ad un cambio modulo, con una sorta di 5-3-1-1 un po’ inaspettato, che ha fatto abbassare troppo la linea difensiva e, salvo qualche contropiede nato da qualche break a centrocampo, con gli avversari ormai protesi in avanti e pieni zeppi di punte, ha di fatto esposto il fianco al forcing finale dei lombardi che da copione hanno continuato a mettere palloni lunghi in area di rigore per Djuric che con le sue sportellate e i colpi di testa ha provato a smistare per far calciare in porta i compagni di squadra. Qui sono serviti anche gli straordinari di Falcone in un paio di circostanze e un po’ di fortuna.

Nel finale poi l’episodio contestatissimo dagli ospiti per un presunto fallo di Jean su Sanabria, con l’arbitro che “dovrebbe” aver fischiato fuorigioco di Zerbin, avventatosi sul pallone dopo la caduta del compagno dopo il presunto contatto con Jean. Quindi scelta di campo dell’arbitro di non giudicare fallo, altrimenti non si sarebbe arrivati a giudicare l’offside del laterale grigiorosso. Una scelta onestamente condivisibile di Sozza, e non lo dico perché tifoso del Lecce, ma perché a me piace un calcio dove questi contatti non è giusto che siano giudicati falli. Per onestà intellettuale ovviamente dico che però si poteva dare, visto che siamo in epoca VAR dove ormai c’è la moviola in campo e viene punito il minimo sfioramento. Quindi, in buona sostanza, si può dire che ci sia andata abbastanza bene, soprattutto alla luce degli interventi VAR che di fatto ci avevano visto favoriti in precedenza, in maniera però inopinabile da regolamento. Però si sa come vanno certe cose con gli arbitraggi in Serie A, dove vige una legge non scritta di compensazione nelle scelte.

Detto questo, riavvolgendo tutto il film, va detto che è molto probabile che ci fosse un fuorigioco di partenza di Luperto sul rilancio lunghissimo di Audero da dove è nata l’azione, e che il calcio da fermo stesso è nato da un fallo inesistente fischiato a Cheddira, che era praticamente in campo aperto per poter segnare il 3-1 . Ed il tutto anche oltre il tempo di recupero concesso: per cui possiamo dire che il “fatto non sussiste”.

Il Lecce si porta dunque a +3 dalla zona rossa, occupata in solitaria ora proprio dalla Cremonese (per la prima volta in piena zona retrocessione dall’inizio del campionato) e a +2 dalla Fiorentina che ha pareggiato in casa con il Parma.

Una gara che onestamente avevo molta paura che finisse in pareggio, ma che per fortuna siamo riusciti a far nostra; e che è naturalmente importantissima sia da un punto di vista della classifica che dal punto di vista del morale. Mancano ancora però dieci partite, tante, e all’orizzonte ci saranno due trasferte proibitive prima della sosta. Quindi sono tre punti certamente determinanti per una serie di dinamiche psicologiche che si innescheranno, anche in negativo per gli avversari, ma assolutamente non decisivi in termini di classifica. Certo è che se il Lecce riuscisse a strappare un risultato positivo anche a Napoli, con lo scontro diretto che ci sarà il prossimo turno tra Cremonese e Fiorentina la situazione potrebbe farsi ancora più interessante. Staremo a vedere, ma di certo la vittoria sulla Cremonese era il modo migliore di porsi di fronte a questo nuovo mini tour de force imposto dal calendario.

Matteo Pisacane

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