Sigarette mai spente… Il punto dopo Udinese-Lecce

Dopo tre risultati utili consecutivi il Lecce cede il passo a domicilio dell’Udinese e rimane ancorato (si fa per dire) a quota sei in classifica, vedendo scappare i padroni di casa al doppio dei punti. Una sconfitta che, statistiche e “cabala” alla mano, era forse da mettere in preventivo, visto il dato storico di quindici sconfitte su ventitré precedenti “al Friuli” e il fatto che la squadra di Runjaić non vincesse davanti ai propri tifosi addirittura dallo scorso mese di Marzo; ma che visti i momenti delle due squadre può considerarsi quantomeno sorprendente. E questo purtroppo è stato frutto di un approccio inspiegabilmente sbagliato di tutti i giallorossi (nei primi venti minuti si vedevano anche semplici stop e passaggi sbagliati) e di una formazione titolare -a mio avviso- concettualmente errata messa in campo da mister Di Francesco.

Faccio fatica, infatti, a capire come si possa schierare contemporaneamente Helgason (peraltro alla prima da titolare) come trequartista e Morente e Pierotti insieme, come ali, in casa di una delle squadre più fisiche e di conseguenza più statiche dietro del campionato. Scelta che si è per l’appunto rivelata controproducente, come poi hanno dimostrato gli stessi cambi apportati dal tecnico abruzzese all’intervallo, sostituendo due su tre dei calciatori sopracitati.

Nella ripresa, infatti, si è visto tutt’altro Lecce, dando in qualche modo ragione al concetto di squadra più brevilinea da contrapporre ai bianconeri friulani, anche se alla fine non è bastato per recuperare il risultato.

Resta perciò del rammarico, e soprattutto la sensazione che con un paio di scelte iniziali differenti la squadra avrebbe potuto portare a casa almeno un pareggio, contro una squadra che, sinceramente, al netto di tre/quattro elementi di caratura più importante rispetto alla rosa salentina, è apparsa tutt’altro che irresistibile.

Tant’è, raccogliamo i cocci con la consapevolezza che però una sconfitta a Udine nell’economia generale della stagione, per di più all’ottava giornata, non è un dramma, a patto che serva per riacquisire immediatamente uno spirito diverso in ottica Napoli, visto che tra l’altro si rigioca a distanza di quarantotto ore.

Questa squadra, infatti, non si può permettere di regalare mezzo tempo agli avversari, né fisicamente, né mentalmente, né tatticamente, chiunque essi siano, men che meno se sono prime della classe “rinfrancate” dalla vittoria in uno scontro diretto.

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