Sigarette mai spente… Il punto dopo Napoli-Lecce

Il Lecce esce sconfitto dal “Maradona”, in rimonta, al termine di una partita dai due volti: con un primo tempo giocato in maniera sontuosa dai giallorossi, andati in vantaggio con un gran colpo di testa di Siebert su azione da calcio d’angolo e più volte vicini al raddoppio; ed una ripresa a tinte prevalentemente azzurre con i due gol del Napoli però frutto di due errori di posizionamento della difesa giallorossa (il primo in particolare).

Una sconfitta messa certamente in preventivo sulla carta e che, al netto dei due scontri diretti di questo turno di campionato (soprattutto Cremonese-Fiorentina) non dovrebbe alterare gli equilibri della zona bassa di classifica, tuttavia è una sconfitta che lascia tanto amaro in bocca per come si è sviluppata; e non solo per la rimonta del risultato in sé. La squadra di Di Francesco infatti più che per i gol subiti (il primo però dopo pochi secondi dal fischio di inizio del secondo tempo come domenica scorsa, segno evidente di mancata concentrazione) deve mordersi le mani per non aver almeno raddoppiato nel primo tempo, vista una difesa dei padroni di casa a dir poco messa male ogni qual volta i giallorossi ripartivano in campo aperto ed anche in altre circostanze su calcio piazzato. Chissà, con uno 0-2 magari l’impresa della squadra di Conte sarebbe stata più ardua, anche al netto dei due inserimenti di De Bruyne e McTominay che comunque hanno dato un’altra faccia alla partita.

Rispetto alle precedenti gare con le grandi comunque c’è un netto passo avanti: ossia quello di aver proposto qualcosa in avanti oltre che aver segnato. Tanto purtroppo queste squadre prima o poi in qualche modo segnano lo stesso, tanto vale iniziare a spron battuto e cercare come ieri di andare in vantaggio. È chiaro però che per compiere quello step decisivo e portare a casa punti, bisogna unire le due cose, se non tre (la fortuna), un po’ come accaduto a Torino contro la Juventus.

Il finale poi ha raccontato un’altra storia: quella del malore di Banda, che a seguito di una botta al petto rimediata da un avversario si è accasciato a terra con qualche difficoltà respiratoria. Subito soccorso dal personale medico dello stadio, è stato poi trasportato ad un ospedale di Napoli dove ha passato la notte, fatto gli accertamenti del caso ed è stato già dimesso in mattinata. C’è stato un grande spavento per tutti, ma per fortuna nulla di grave.

Ovviamente questo serio episodio ha fatto passare in secondo piano il tempo di recupero assurdo concesso dall’arbitro Abisso, e sul quale in pochi si sono soffermati. Soltanto cinque minuti di extra time concessi nonostante il gioco sia stato fermo per quattro minuti netti per quanto successo a Banda. Una cosa impossibile visto che mai poteva esserci un recupero di solo un minuto senza quella situazione, anche solo per tutte le sostituzioni fatte da ambo le parti. I minuti dunque dovevano essere almeno 8, se non 9. Un caso, dunque, quasi da errore tecnico arbitrale. Che dire, con il fischietto palermitano siamo sempre molto sfortunati… Peccato perché per il resto aveva diretto abbastanza bene, ma nel finale ha trovato il tempo per metterci del suo come sempre. Poi magari non avremmo pareggiato comunque (vedasi punizione di Ramadani al 93°…), però intanto è una cosa che va concessa come da regola.

Domenica altra sfida del genere, se non addirittura più complicata, ma il Lecce può ripartire da qualche altra certezza acquisita su certi campi, pur nella sconfitta, e riproporsi con coraggio. Anche perché fare un punto extra tabella di marcia prima della sosta sarebbe tutt’altra vita.

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