Il Lecce perde 1-0 anche contro il Milan e chiude il suo ciclo milanese di due partite in una settimana a San Siro, incassando due sconfitte dignitose (simili nella forma e uguali nella sostanza), che ora ne sommano quattro consecutive e più in generale fanno registrare uno score di un solo punto nelle ultime sei gare (quello fortunoso in casa della Juventus).
Dunque un bilancio peggiore di quello ipotizzato sulla carta alla vigilia di questo lungo “ciclo di ferro“, che peraltro non è detto che si sia concluso visto che sabato prossimo ci attende la Lazio, squadra comunque più quotata.
Ovvio che in questo ragionamento pesano ancora, maledettamente, i punti persi con il Parma. Fatto sta che però al quarto anno consecutivo di Serie A ci si aspetterebbe una squadra diversa anche al cospetto delle cosiddette big del campionato. Non basta infatti l’ordine tattico e l’abnegazione difensiva, sarebbe bello anche cercare di creare qualche occasione e tirare in porta. Situazioni basilari nel gioco del calcio, ma che per il Lecce a quanto pare paiono un’impresa, almeno in certe partite. Il problema offensivo dei giallorossi è allarmante, ieri infatti zero tiri nello specchio; ancora (appena) 13 gol all’attivo e secondo peggior attacco d’Europa (oltre che il peggiore della Serie A ovviamente).
La società deve fare qualcosa questa settimana, assolutamente. Ce lo aspettiamo. È veramente una situazione insostenibile così. Davvero frustrante. Serve un’altra punta, diversa però da Stulic nelle caratteristiche, e un’altra ala, al di là della situazione Camarda. Lo abbiamo già detto e lo stra-confermiamo dopo ieri.
Emblematico, oltretutto, il cambio che ha visto ieri sera Morente punta centrale, a mio avviso una sorta di messaggio subliminale del tecnico alla dirigenza. Non è però esente da colpe anche il tecnico. Fa discutere soprattutto sui cambi, a volte troppo conservativi per una squadra che già di per sé non segna mai, ma onestamente di fronte a una qualità così scadente nei ruoli nevralgici non lo ritengo il problema principale.
Restiamo ancorati a 17 punti, ora terz’ultimi per differenza reti e con la prospettiva di non poter sbagliare ancora, al di là che affronteremo un’altra squadra più forte sulla carta. Ma la Serie A è questa, non si può pensare di vincere solo gli scontri diretti, anche perché come abbiamo visto la settimana scorsa non è scontato neanche quello, per un motivo o per un altro. Quindi è il momento di avere la mentalità per fare punti con chiunque d’ora in poi; ma servono maledettamente rinforzi (reali) in avanti, ed entro questa settimana. Lo ripeto.
Così come sta il Lecce non può salvarsi. Lo dice un ottimista…
Matteo Pisacane
Sigarette mai spente… Il punto dopo Milan-Lecce
Il Lecce perde 1-0 anche contro il Milan e chiude il suo ciclo milanese di due partite in una settimana a San Siro, incassando due sconfitte dignitose (simili nella forma e uguali nella sostanza), che ora ne sommano quattro consecutive e più in generale fanno registrare uno score di un solo punto nelle ultime sei gare (quello fortunoso in casa della Juventus).
Dunque un bilancio peggiore di quello ipotizzato sulla carta alla vigilia di questo lungo “ciclo di ferro“, che peraltro non è detto che si sia concluso visto che sabato prossimo ci attende la Lazio, squadra comunque più quotata.
Ovvio che in questo ragionamento pesano ancora, maledettamente, i punti persi con il Parma. Fatto sta che però al quarto anno consecutivo di Serie A ci si aspetterebbe una squadra diversa anche al cospetto delle cosiddette big del campionato. Non basta infatti l’ordine tattico e l’abnegazione difensiva, sarebbe bello anche cercare di creare qualche occasione e tirare in porta. Situazioni basilari nel gioco del calcio, ma che per il Lecce a quanto pare paiono un’impresa, almeno in certe partite. Il problema offensivo dei giallorossi è allarmante, ieri infatti zero tiri nello specchio; ancora (appena) 13 gol all’attivo e secondo peggior attacco d’Europa (oltre che il peggiore della Serie A ovviamente).
La società deve fare qualcosa questa settimana, assolutamente. Ce lo aspettiamo. È veramente una situazione insostenibile così. Davvero frustrante. Serve un’altra punta, diversa però da Stulic nelle caratteristiche, e un’altra ala, al di là della situazione Camarda. Lo abbiamo già detto e lo stra-confermiamo dopo ieri.
Emblematico, oltretutto, il cambio che ha visto ieri sera Morente punta centrale, a mio avviso una sorta di messaggio subliminale del tecnico alla dirigenza. Non è però esente da colpe anche il tecnico. Fa discutere soprattutto sui cambi, a volte troppo conservativi per una squadra che già di per sé non segna mai, ma onestamente di fronte a una qualità così scadente nei ruoli nevralgici non lo ritengo il problema principale.
Restiamo ancorati a 17 punti, ora terz’ultimi per differenza reti e con la prospettiva di non poter sbagliare ancora, al di là che affronteremo un’altra squadra più forte sulla carta. Ma la Serie A è questa, non si può pensare di vincere solo gli scontri diretti, anche perché come abbiamo visto la settimana scorsa non è scontato neanche quello, per un motivo o per un altro. Quindi è il momento di avere la mentalità per fare punti con chiunque d’ora in poi; ma servono maledettamente rinforzi (reali) in avanti, ed entro questa settimana. Lo ripeto.
Così come sta il Lecce non può salvarsi. Lo dice un ottimista…
Matteo Pisacane
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