Sigarette mai spente… Il punto dopo Lecce-Inter

Dopo due vittorie consecutive il Lecce torna alla sconfitta, cedendo il passo contro la capolista Inter al termine di una gara di contenimento per circa 75 minuti, e a cui i giallorossi si sono arresi su due calci d’angolo nell’ultimo quarto d’ora. È la quattordicesima sconfitta in campionato della squadra di Di Francesco, la settima in casa.

Probabilmente la striscia di risultati pieni consecutivi, una rarità a queste latitudini, e le condizioni della squadra nerazzurra, sulla carta con qualche defezione importante e soprattutto reduce dalla trasferta infrasettimanale al “polo nord”, hanno gettato un po’ di fumo negli occhi e ci si aspettava forse un Lecce che potesse ribattere colpo su colpo, invece è stata sostanzialmente una partita di contenimento e sofferenza per cercare di portare a casa lo 0-0, salvo poi, come spesso si vede contro queste squadre (in generale), capitolare sul più bello.

Una partita sulla falsa riga di quella d’andata, anche se un mese fa a San Siro Falcone e compagni subirono nettamente meno e soprattutto crearono qualche grattacapo a Sommer, ieri invece rimasto con i guanti immacolati. E la differenza è stata tutta nella prestazione degli avversari, ieri centratissimi e per nulla stanchi come ci si poteva immaginare. Il rammarico, come al solito in queste partite contro le cosiddette big, è non aver osato un pochino di più dal punto di vista offensivo. Tanto comunque pur avendo un atteggiamento esclusivamente difensivo hai di fatto subìto dal primo all’ultimo minuto e, obiettivamente, solo grazie a un po’ di fortuna e imprecisione degli avversari non sei andato sotto molto prima… Questo però è un problema atavico del Lecce (che non va certamente messo da parte per le due vittorie consecutive), che evidenzia soprattutto sulla corsia destra, dove Pierotti ancora una volta dimostra di stare ad un esterno offensivo come una balena sta in uno stagno. Non per gettare la croce sull’argentino, sempre in prima linea come impegno, ma è per sottolineare l’equivoco tattico che la squadra ha in quel ruolo. E purtroppo in certe partite ad una provinciale deve bastare il minimo spunto, giusto, per ottenere un risultato inatteso. Cosa che purtroppo, soprattutto sul quel settore che paradossalmente utilizziamo tanto nelle giocate, non arriva mai. Né in termini di gol che di assist.

Una sconfitta che comunque ci sta e che per fortuna arriva in un turno sulla carta interlocutorio, per via degli scontri diretti tra Genoa e Torino e tra Fiorentina e Pisa, e con Parma e Cremonese che hanno anche loro un impegno difficile rispettivamente contro Milan e Roma.

Il prossimo sabato si va a Como, un’altra gara proibitiva, ma che il Lecce si spera possa affrontare in maniera più spregiudicata, in attesa della gara che vale una stagione la settimana successiva.

Matteo Pisacane

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