Sigarette mai spente… il punto dopo Lecce-Cagliari

Nella prima gara del 2024, in una giornata dell’Epifania piuttosto difficile dal punto di vista meteorologico, il Lecce impatta con il Cagliari e chiude così il girone d’andata a quota 21 punti, uno in più rispetto a quanto fatto lo scorso anno con Baroni ed uno in meno rispetto al record in Serie A con Zeman (stagione 2004/05, ndr); mettendo in archivio il quarto pareggio casalingo (nono complessivo, ndr).
Un pareggio che ci può assolutamente stare nel complesso e che probabilmente è nell’ordine delle cose del campionato dei giallorossi, ma che lascia un pizzico di amaro in bocca vista la seconda metà del primo tempo letteralmente dominata e che si poteva chiudere tranquillamente col doppio vantaggio. Tant’è, però bisogna anche riconoscere che dopo l’1-1 c’è stata una fase di almeno dieci minuti dove si è addirittura rischiato lo svantaggio. Per cui, alla fine, possiamo dire giusto.
Chiaro che il terreno nel secondo tempo non ha sicuramente favorito gli uomini di D’Aversa, certamente più propensi ad un gioco palla a terra ed in generale più di qualità rispetto a quelli di Ranieri, ai quali si è unito un arbitraggio quantomeno “scomodo”, per usare un eufemismo, che ha di fatto troncato sul nascere, nel secondo tempo, svariate sortite di Strefezza e compagni, già di per sè tarpati dall’assenza delle sue ali (Almqvist c’era ma era come non ci fosse).
Lecce che di fatto, come minimo, mantiene invariata la distanza dalla zona rossa ma ovviamente con una giornata in meno, avendo però di fronte a sè un mini-ciclo di gara non semplicissime sulla carta, ma che vanno giocate senza troppi ragionamenti. La classifica ancora una volta lo consente.

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