Sigarette mai spente… il punto dopo Lazio-Lecce

Il Lecce torna dall’Olimpico con una sconfitta di misura che fa il paio con quella di Bergamo, nella forma (più o meno) e nella sostanza, mettendo così a referto la sua quinta sconfitta esterna del campionato, la settima complessiva, non riuscendo dunque ad invertire un trend piuttosto negativo lontano dal Via del Mare a livello statistico (ancora nessuna vittoria, 5 pari e 5 sconfitte, ndr). Eppure come tutte le altre volte non è mancata la prestazione: gli uomini di D’Aversa si sono resi protagonisti soprattutto di un primo tempo importante (ormai una costante), dove si sarebbe meritato nettamente il vantaggio, invece ci troviamo nuovamente a leccarci le ferite per una sconfitta presa al primo tiro in porta dopo un sostanziale dominio e a commentare quello che poteva essere e non è stato.

Purtroppo la mancanza di cinismo genera equivoci nelle analisi delle prestazioni e sicuramente una certa frustrazione a prescindere, perché in Serie A, soprattutto contro le squadre di prima fascia, difficilmente non si paga dazio di fronte a questa situazione.

Usciamo però da qualsivoglia misunderstanding tattico, perché nonostante l’assenza di Banda, indubbiamente pesante nell’economia di una squadra assemblata sul nascere per un gioco offensivo laterale, il Lecce si è comunque imposto sempre bene nelle ultime uscite senza lo zambiano, anzi probabilmente ha anche avuto uno sviluppo di gioco più “costruito” e ragionato, ma è mancato indubbiamente di lucidità sotto porta, e non solo con la punta principale.

Se tre indizi di solito fanno una prova (Atalanta, Cagliari, Lazio quasi in fotocopia) una riflessione sulla mancanza di capitalizzazione delle molteplici occasioni create va fatta e a mister D’Aversa il compito di risolverla in fretta, ma dal canto nostro, e la piazza (almeno per la maggior parte) dovrebbe associarsi, dobbiamo evitare allarmismi generali, perché se è vero che questo è stato un turno negativo (bruciati tre punti di margine sulla zona rossa) e che in generale abbiamo vinto solo una volta nelle ultime 15 giornate, è anche vero che bisogna ragionare ad ampio spettro su quello che è l’obiettivo finale e la media punti generale delle squadre in lotta per non retrocedere, partendo dal presupposto che grazie a quanto fatto a inizio campionato si può ancora gestire la situazione e soprattutto con queste prestazioni la mancanza di vittorie non potrà durare a lungo, indipendentemente da un calendario imminente apparentemente complesso. Fermo restando che è sempre auspicabile un supporto dal mercato di riparazione, soprattutto a centrocampo, dove al di là di tutto sembra mancare un po’ di dinamismo e soprattutto di conclusioni verso la porta anche dalla distanza.

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