Sigarette mai spente… il punto dopo Empoli-Lecce

Il Lecce torna da Empoli con un punto, strappato al termine di una partita dove i giallorossi, nel complesso, meritavano più di perdere che di vincere, per cui alla fine va bene così. Del resto amiamo ripetere spesso, in settimana, che negli scontri diretti è fondamentale prima di tutto non perdere, e la squadra di D’Aversa non ha perso, come nei precedenti tre turni. Si tratta infatti del quarto pareggio consecutivo, il quinto in trasferta, l’ottavo in totale.
Se da un punto di vista del risultato e della classifica, dunque, possiamo sostanzialmente ancora sorridere, va però sottolineato che dal punto di vista della prestazione il Lecce ha certamente fatto non uno, ma due passi indietro. Credo infatti che sia stata la peggior partita di Ramadani e compagni offerta sin qui dall’inizio del campionato. A differenza delle altre uscite infatti gli uomini di D’Aversa non sono riusciti a imporsi nemmeno per quei 20/30 minuti (almeno) soliti. Il gol del vantaggio di Banda è arrivato infatti in maniera del tutto estemporanea e fortunosa.
Difficile trovare un perché preciso della prestazione, visto che ogni partita fa storia a sè e molto può dipendere anche dalle caratteristiche dell’avversario (a tal proposito, in questo caso non così scarso per quanto non dica la classifica), ma più in generale possiamo confermare quanto si è detto in precedenza quando c’era solo un calo parziale; e cioè che ci sono diversi elementi cardine (su tutti Ramadani) in difficoltà atletica e che a centrocampo siamo troppo “leggerini” e poco dinamici, il che crea poco legame tra centrocampo e attacco, dove comunque dal punto di vista della pericolosità offensiva si fanno anche ovviamente sentire l’assenza di Almqvist e la difficoltà psico-fisica di Krstovic. Dunque questo è un aspetto su cui riflettere e lavorare, fermo restando che nel calcio far punti, anche uno, nei periodi di non massima brillantezza è sempre un buon segnale.

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