Meno male che è solo la prima del girone di ritorno e le altre dietro non fanno di meglio, altrimenti si potrebbe già parlare di sconfitta che “profuma” di Serie B. Il Lecce infatti riesce nell’impresa di perdere in casa contro il Parma, diretta concorrente per la salvezza, totalmente “in barba” ai prossimi impegni di calendario: che prevedono la doppia sfida a San Siro contro le milanesi nell’arco di questa settimana e il sabato 24 con la Lazio al Via del Mare. Praticamente i prossimi punti si rischia di farli a febbraio…
Davvero un disfatta, sia per il risultato in sé che per come si è sviluppata la partita; con l’illusorio vantaggio lampo di Stulic (unica nota lieta della giornata, il suo gol da bomber di razza), poi i numerosi sprechi che potevano valere il 2-0, e dopo la rimonta emiliana per merito (si fa per dire) dell’ incosciente espulsione di Banda. Praticamente un suicidio sportivo per farla breve.
Una sconfitta sanguinosa, che non solo ovviamente non ci porta in dote dei punti, ma ne regala 3 al Parma che ora può vantare ben 4 punti di vantaggio rispetto a noi in classifica. Quasi un’assurdità per quanto visto nel primo tempo a parità di uomini in campo; ma tant’è, questo il calcio e si sa che a volte porta spesso con sé oltre al danno la beffa.
I giallorossi ora devono fare i conti come detto di un calendario allarmante e, almeno per il recupero di mercoledì, di varie defezioni dovute ai nervosismi di sorta, vista anche la sciagurata espulsione finale di Gaspar e l’ammonizione di Ramadani (che era in diffida). Anche se naturalmente al di là delle assenze, la sfida resta proibitiva a prescindere.
Tornando al rosso di Banda, ci attendiamo un segnale forte da parte della società. Dispiace umanamente per il ragazzo, non siamo infatti soliti sparare sulla croce rossa. Ma il fallo scellerato di ieri, peraltro totalmente inutile anche per la zona del campo in cui è stato commesso, non solo ha evidentemente compromesso una partita che si poteva vincere tranquillamente, ma rischia di condizionare un’intera stagione. A nostro avviso, quindi, non ci sono parole e “buffetti” che tengano, ma ci vuole il pugno duro. Senza mezzi termini il giocatore andrebbe messo sul mercato (meglio) oppure addirittura fuori rosa, almeno per qualche settimana, oltre che multato in maniera salatissima. Personalmente se fossi l’allenatore con me il campo non lo vedrebbe più neanche in allenamento.
I tifosi meritano rispetto. Le persone non possono pagare un abbonamento, un biglietto, avere determinate aspettative tutta la settimana e poi vedere uno sciagurato del genere in campo che rovina tutto dal nulla. L’etica di un club come si deve (peraltro anch’esso mancato di rispetto visto che gli versa lo stipendio) imporrebbe prese di posizione importanti a mio modo di vedere. Anche perché parliamo di un calciatore da ammonizioni ed espulsioni reiterate. E l’aggravante è che si tratta di un attaccante esterno, non di un difensore. Davvero inaccettabile. Si possono tollerare i limiti tecnici, ma non queste cose, nella maniera più assoluta.
Detto questo, visto che siamo in tema e tempo di calciomercato, va fatta una anche riflessione sul perché una squadra costruita nelle idee sul 4-3-3 da sempre e concettualmente, o in alternativa sul 4-2-3-1, al quarto anno consecutivo di Serie A ha ancora in Banda la sua “migliore” ala offensiva (visti i minutaggi e le prestazioni degli altri), “costringendo” di fatto l’allenatore a puntare su di lui. È piuttosto preoccupante, giusto per essere moderati. Dunque è anche in questi termini che attendiamo delle mosse da parte della dirigenza, visto che la difesa e il centrocampo sembrano a posto a livello di innesti.
Per quanto riguarda le prossime partite, dobbiamo sperare in delle prestazioni diverse da un punto di vista mentale ed anche in dei colpi di fortuna, obiettivamente; un po’ come a Torino contro la Juventus. Altrimenti è dura, soprattutto mercoledì.
Matteo Pisacane
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Sconfitta sanguinosa del Lecce. Banda, la misura è colma: ora basta!
Meno male che è solo la prima del girone di ritorno e le altre dietro non fanno di meglio, altrimenti si potrebbe già parlare di sconfitta che “profuma” di Serie B. Il Lecce infatti riesce nell’impresa di perdere in casa contro il Parma, diretta concorrente per la salvezza, totalmente “in barba” ai prossimi impegni di calendario: che prevedono la doppia sfida a San Siro contro le milanesi nell’arco di questa settimana e il sabato 24 con la Lazio al Via del Mare. Praticamente i prossimi punti si rischia di farli a febbraio…
Davvero un disfatta, sia per il risultato in sé che per come si è sviluppata la partita; con l’illusorio vantaggio lampo di Stulic (unica nota lieta della giornata, il suo gol da bomber di razza), poi i numerosi sprechi che potevano valere il 2-0, e dopo la rimonta emiliana per merito (si fa per dire) dell’ incosciente espulsione di Banda. Praticamente un suicidio sportivo per farla breve.
Una sconfitta sanguinosa, che non solo ovviamente non ci porta in dote dei punti, ma ne regala 3 al Parma che ora può vantare ben 4 punti di vantaggio rispetto a noi in classifica. Quasi un’assurdità per quanto visto nel primo tempo a parità di uomini in campo; ma tant’è, questo il calcio e si sa che a volte porta spesso con sé oltre al danno la beffa.
I giallorossi ora devono fare i conti come detto di un calendario allarmante e, almeno per il recupero di mercoledì, di varie defezioni dovute ai nervosismi di sorta, vista anche la sciagurata espulsione finale di Gaspar e l’ammonizione di Ramadani (che era in diffida). Anche se naturalmente al di là delle assenze, la sfida resta proibitiva a prescindere.
Tornando al rosso di Banda, ci attendiamo un segnale forte da parte della società. Dispiace umanamente per il ragazzo, non siamo infatti soliti sparare sulla croce rossa. Ma il fallo scellerato di ieri, peraltro totalmente inutile anche per la zona del campo in cui è stato commesso, non solo ha evidentemente compromesso una partita che si poteva vincere tranquillamente, ma rischia di condizionare un’intera stagione. A nostro avviso, quindi, non ci sono parole e “buffetti” che tengano, ma ci vuole il pugno duro. Senza mezzi termini il giocatore andrebbe messo sul mercato (meglio) oppure addirittura fuori rosa, almeno per qualche settimana, oltre che multato in maniera salatissima. Personalmente se fossi l’allenatore con me il campo non lo vedrebbe più neanche in allenamento.
I tifosi meritano rispetto. Le persone non possono pagare un abbonamento, un biglietto, avere determinate aspettative tutta la settimana e poi vedere uno sciagurato del genere in campo che rovina tutto dal nulla. L’etica di un club come si deve (peraltro anch’esso mancato di rispetto visto che gli versa lo stipendio) imporrebbe prese di posizione importanti a mio modo di vedere. Anche perché parliamo di un calciatore da ammonizioni ed espulsioni reiterate. E l’aggravante è che si tratta di un attaccante esterno, non di un difensore. Davvero inaccettabile. Si possono tollerare i limiti tecnici, ma non queste cose, nella maniera più assoluta.
Detto questo, visto che siamo in tema e tempo di calciomercato, va fatta una anche riflessione sul perché una squadra costruita nelle idee sul 4-3-3 da sempre e concettualmente, o in alternativa sul 4-2-3-1, al quarto anno consecutivo di Serie A ha ancora in Banda la sua “migliore” ala offensiva (visti i minutaggi e le prestazioni degli altri), “costringendo” di fatto l’allenatore a puntare su di lui. È piuttosto preoccupante, giusto per essere moderati. Dunque è anche in questi termini che attendiamo delle mosse da parte della dirigenza, visto che la difesa e il centrocampo sembrano a posto a livello di innesti.
Per quanto riguarda le prossime partite, dobbiamo sperare in delle prestazioni diverse da un punto di vista mentale ed anche in dei colpi di fortuna, obiettivamente; un po’ come a Torino contro la Juventus. Altrimenti è dura, soprattutto mercoledì.
Matteo Pisacane
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