Il Lecce impatta con la Fiorentina e resta in scia della Cremonese, salendo a quota 28 in classifica. Una classifica finalmente mossa dopo quattro sconfitte consecutive e un ritorno al gol dopo tre uscite a secco.
Ovvio che da tifosi ci si attendesse qualcosa in più, visto un avversario finalmente “alla portata”, ma per come si era messa la partita (svantaggio nel primo tempo, di fatto alla prima vera occasione) non era affatto scontato nemmeno il pareggio, proprio perché sappiamo quanta fatica facciano i giallorossi a segnare e di conseguenza a recuperare un risultato una volta andati in svantaggio. Basti pensare che questa è soltanto la seconda volta che accade in campionato, dopo quella contro il Bologna al girone di andata, a settembre.
Dunque è un punto che fan ben sperare, soprattutto sotto il profilo psicologico, volendo analizzare tutta la situazione appena passata e quella immediatamente futura, ma naturalmente resta il rammarico, o forse la rabbia, di dover disputare questo quarto campionato consecutivo di Serie A “senza centravanti“. Perché la gara di ieri sera, a mio avviso, è stata in un certo senso emblematica: con un attaccante degno di essere definito tale, infatti, l’avremmo vinta, invece ancora una volta abbiamo assistito alla staffetta Cheddira-Stulic constatando più che mai che “unu nu ‘bale e l’autru nu serve”. Resta però la curiosità di capire cosa ne potrebbe venir fuori con qualche minuto insieme, ma sembrerebbe un’opzione “impossibile” per il tecnico, per cui speriamo che si possa recuperare un po’ di condizione con le ali, con Banda che deve necessariamente ristabilirsi al 100% e con un rientro almeno parziale di Sottil, vera risorsa mancante in questa fase.
Resta poi da capire cosa possa dare in questo rush finale Camarda, al rientro in gruppo da domani, ma immaginiamo non al meglio dopo tre mesi fuori (anche se vedendo i suoi diretti compagni di reparto ci vuole veramente poco a far meglio…)
Da domani, quindi, squadra in ritiro in Veneto per la doppia trasferta che può valere la stagione: la sensazione è che già Verona possa essere una tappa determinante, in relazione anche all’impegno che attende la Cremonese a Napoli. Staccare di tre punti la maggiore diretta concorrente in questo momento può essere decisivo, è lapalissiano, ma l’occasione è più che mai ghiotta e forse anche mister Di Francesco, in tal senso, dovrà ragionare con meno prudenza, o se preferisce meno equilibrio.
Ormai sappiamo bene come funziona la lotta salvezza, dove è una gara a chi sostanzialmente fa meno peggio, però realisticamente fare meno di 4 punti nelle prossime due vuol dire scherzare troppo col fuoco.
“Rimontina” Lecce: un punto di carattere che tiene a galla i giallorossi
Il Lecce impatta con la Fiorentina e resta in scia della Cremonese, salendo a quota 28 in classifica. Una classifica finalmente mossa dopo quattro sconfitte consecutive e un ritorno al gol dopo tre uscite a secco.
Ovvio che da tifosi ci si attendesse qualcosa in più, visto un avversario finalmente “alla portata”, ma per come si era messa la partita (svantaggio nel primo tempo, di fatto alla prima vera occasione) non era affatto scontato nemmeno il pareggio, proprio perché sappiamo quanta fatica facciano i giallorossi a segnare e di conseguenza a recuperare un risultato una volta andati in svantaggio. Basti pensare che questa è soltanto la seconda volta che accade in campionato, dopo quella contro il Bologna al girone di andata, a settembre.
Dunque è un punto che fan ben sperare, soprattutto sotto il profilo psicologico, volendo analizzare tutta la situazione appena passata e quella immediatamente futura, ma naturalmente resta il rammarico, o forse la rabbia, di dover disputare questo quarto campionato consecutivo di Serie A “senza centravanti“. Perché la gara di ieri sera, a mio avviso, è stata in un certo senso emblematica: con un attaccante degno di essere definito tale, infatti, l’avremmo vinta, invece ancora una volta abbiamo assistito alla staffetta Cheddira-Stulic constatando più che mai che “unu nu ‘bale e l’autru nu serve”. Resta però la curiosità di capire cosa ne potrebbe venir fuori con qualche minuto insieme, ma sembrerebbe un’opzione “impossibile” per il tecnico, per cui speriamo che si possa recuperare un po’ di condizione con le ali, con Banda che deve necessariamente ristabilirsi al 100% e con un rientro almeno parziale di Sottil, vera risorsa mancante in questa fase.
Resta poi da capire cosa possa dare in questo rush finale Camarda, al rientro in gruppo da domani, ma immaginiamo non al meglio dopo tre mesi fuori (anche se vedendo i suoi diretti compagni di reparto ci vuole veramente poco a far meglio…)
Da domani, quindi, squadra in ritiro in Veneto per la doppia trasferta che può valere la stagione: la sensazione è che già Verona possa essere una tappa determinante, in relazione anche all’impegno che attende la Cremonese a Napoli. Staccare di tre punti la maggiore diretta concorrente in questo momento può essere decisivo, è lapalissiano, ma l’occasione è più che mai ghiotta e forse anche mister Di Francesco, in tal senso, dovrà ragionare con meno prudenza, o se preferisce meno equilibrio.
Ormai sappiamo bene come funziona la lotta salvezza, dove è una gara a chi sostanzialmente fa meno peggio, però realisticamente fare meno di 4 punti nelle prossime due vuol dire scherzare troppo col fuoco.
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