In una lunga intervista pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, un ex portiere del Lecce ha ripercorso la sua carriera, fermata bruscamente per un’accusa di doping che il diretto interessato ha sempre rispedito al mittente: “Se avessi patteggiato avrei preso sei mesi, invece volli andare a processo perché ero e sono ancora innocente. Mi trovarono positivo alla cocaina dopo il derby Messina-Catania, dopo la morte di Raciti, capisce bene che siamo stati in ritiro quo ttro giorni ed ero in camera con Storari…”.
A parlare è Nicolas Caglioni, portiere che ha chiuso la sua carriera nel 2019 dopo 300 partite tra i professionisti: “Se furono scambiati i campioni? Non lo so, in quell’anno venni sorteggiato ben quattro volte per il test antidoping, strano, no? Chiesi pure di rifare il test dopo la notizia di positività ma non mi fu concesso. Forse c’era qualcuno di più famoso da proteggere. Oggi guido il camion, il lavoro che faceva mio padre. Non lo faccio per problemi economici, quello che ho guadagnato non l’ho sperperato”.