Lecce-Cremonese: sarà un Mezzogiorno di Fuoco

Come nel più classico film western di Sergio Leone, Lecce e Cremonese domenica all’ora di pranzo incroceranno lo sguardo con le mani ben tese verso le rispettive fondine, pronte per impugnare le pistole. Un face to face da brividi, una partita che assume il valore di una vera e propria finale. La Curva Nord nelle scorse ore ha fatto il suo, ovvero ha chiesto a tutti i tifosi che popoleranno i gradoni di colorare il Via del Mare di giallorosso. Dare il proprio contributo passionale è il minimo, lo sappiamo, ma è doveroso richiamare all’ordine un intero popolo, sollecitato a mettere da parte critiche e malumori per sostenere la maglia e un sogno chiamato Serie A. Di fronte non ci sarà un avversario qualunque: la Cremonese di Nicola, anche se neopromossa, non è da considerarsi una vera e propria “piccola”. Si, è una squadra di Provincia, giusto, ma la sua proprietà non ha nulla da invidiare a chi occupa posti più nobili della classifica.

La rosa poi parla da sola: da Vardy a Bonazzoli, passando per Djuric, Sanabria, Zerbin e Audero, i lombardi contano pure sulla presenza dell’esperto Luperto in difesa, arrivato dal Cagliari a Gennaio. Mancherà forse Baschirotto, ma il tecnico dei grigiorossi avrà tante alternative. La “Cremo” è partita bene, vincendo addirittura in casa del Milan all’esordio, arrivando anche ad occupare l’ottavo posto in classifica salvo poi piano piano perdere il grip con la vittoria. Lo diciamo senza mezzi termini: è una squadra che ha un valore economico e tecnico superiore alla nostra. Questo però non deve essere un alibi, bensì uno stimolo per dimostrare ancora una volta che non sono i soldi l’unico motore di questo Sport. C’è la voglia, la passione, la rabbia agonista e, perché no, il senso di appartenenza. Questo gruppo ha affrontato di tutto, lo ha fatto con grande maturità. Il Via del Mare sarà il teatro di uno scontro salvezza decisivo. Noi tutti saremo chiamati a dare il nostro contributo in termini di tifo e di supporto, la squadra dovrà scendere in campo con la consapevolezza di dover dare tutto sino all’ultimo secondo. I conti poi si faranno dopo il triplice fischio: quello che per noi conterà sarà la maglia sudata. Prima del risultato infatti, viene prima il rispetto per i colori giallorossi.

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