Si è tenuta oggi, in seduta straordinaria del Consiglio Comunale, una commovente cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria all’Avvocato Claudio Fano, testimone diretto delle leggi razziali e sopravvissuto alla deportazione del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943. Un evento significativo che sottolinea il valore della memoria storica e dell’impegno civile.
Claudio Fano, da anni legato al Museo Ebraico di Lecce, ha partecipato a numerosi incontri con gli studenti in occasione della Giornata della Memoria, condividendo la sua drammatica esperienza e donando importanti oggetti storici oggi esposti nel percorso museale.
La delibera recente sul conferimento è stata firmata dalla consigliera Lara Cataldo, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Lecce, che ha dichiarato: “Oggi, alla presenza della città, ci troviamo di fronte a un momento emozionante. Dobbiamo chiederci cosa significhi essere cittadini. Essere cittadini significa ricevere benefici dall’amministrazione si, ma anche apportare elementi nuovi per la comunità, attivando cultura, memoria e professionalità. L’Avvocato Fano ha portato a Lecce la sua esperienza personale, contribuendo in modo significativo al nostro museo e alla formazione delle giovani generazioni.”
La sindaca Adriana Poli Bortone ha aggiunto, commossa: “Sono sinceramente onorata di conferirle questa cittadinanza da parte di questa città. Quando la consigliera Cataldo ha proposto questo conferimento per me è stato un onore e una emozione perché ho letto la sua biografia, la sua intensa attività di avvocato e di testimone della sua storia, esponente della comunità ebraica, e siamo felici che lei collabori col nostro museo ebraico che rappresenta una testimonianza di ciò che non deve accadere mai più. Sono sinceramente emozionata perché oggi abbiamo bisogno di pacificazione e rispetto reciproco”.
L’Avvocato Claudio Fano ha infine ricevuto la pergamena ed espresso la sua gratitudine, dicendo: “Non posso nascondere il groviglio di sentimenti che provo quando si parla di quei tempi bui che ci auguriamo non tornino più ma si ripresentano perché i conflitti, le guerre, purtroppo tornano come un virus che muta, si adatta. Ho avuto in questi anni l’apporto amichevole e sapiente di tutta la popolazione leccese e in particolar modo del Museo Ebraico di Lecce, voluto da Michelangelo Mazzotta, che nel corso della sua attività imprenditoriale ha scoperto questo luogo nel cuore della giudecca medievale coadiuvato dal prof Fabrizio lelli, docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università “La Sapienza” di Roma, oggi direttore del museo. Ha dato attuazione a un museo creandolo dal nulla e in soli 10 anni è diventato il punto di riferimento per l’Italia meridionale per la comunità ubriaca oltre a un polo di attrazione turistica. Ringrazio i fondatori Michelangelo Mazzotta e Francesco De Giorgi e prendo questo onore come prova per aver mantenuto la città di Lecce una città aperta a tutte le culture, anche oggi”.
La cerimonia si è conclusa con un forte messaggio di unità e riconoscimento del valore della memoria, sottolineando l’importanza di preservare e trasmettere la storia affinché non si ripetano gli errori del passato.