Il Paese dei perbenisti: D’Aversa ha sbagliato, però stop allo sciacallaggio

Mettiamo subito in chiaro le cose: il gesto di Roberto D’Aversa è assolutamente da condannare, ed è qualcosa che non si dovrebbe mai vedere in un campo di calcio, nè in nessun altro contesto. Detto questo, però, siamo stufi di leggere sentenze, opinioni perbeniste e altre condanne social. Basta, davvero.

D’Aversa ha sbagliato, ok, ma allarghiamo un attimo il raggio della nostra visuale: ci volete far credere che Henry, un ragazzone alto 192 cm per 84 kg possa andare giù per un testa a testa con tale Roberto D’Aversa? Una testata, viste le immagini, nemmeno così violenta nell’impatto. D’Aversa ha dimostrato nel modo sbagliato, il più sbagliato, il suo forte attaccamento alla maglia, ha dimostrato di avere sangue nelle vene, quel sangue che probabilmente è venuto meno nelle ultime uscite ai suoi giocatori.

Titoli di giornale, servizi televisivi, radio che non parlano di altro. Ma dove eravate quando qualche anno fa Bonazzoli colpì a gioco fermo Donati con una tacchettata rompendo l’arcata sopraccigliare al terzino? Donati in quell’occasione ha rischiato di perdere un occhio, ha quindi rischiato di compromettere irrimediabilmente e per sempre la sua salute. Perché in quell’occasione nessun titolone? Perché nessun servizio nei tg nazionali? Perché nessuna sentenza di “carriera a rischio”?

Perché in quell’occasione tutto venne ridimensionato e ora, solo ora, diventa un caso nazionale? Esiste una violenza di serie A e una violenza di Serie B? Ci sono distinzioni che non conosciamo? Tutti possiamo sbagliare, è nell’ordine delle cose: Materazzi qualche anno fa rifilò un pugno a Cirillo in un post Inter-Siena con tanto di denuncia in diretta tv. Il calciatore ha pagato il prezzo per il suo errore e poi è risultato decisivo nel Mondiale 2006 che abbiamo portato a casa. Il punto quindi è chiaro: D’Aversa ha sbagliato e sta pagando per il suo errore, ma giù le mani da D’Aversa.

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