Il Lecce rischia di perdere una partita da vincere: urge psicologo in ritiro

Dopo una delle partite più brutte della storia del calcio, a memoria umana, il Lecce esce dal “Bentegodi” di Verona con uno 0-0 che vale un punto che permette di “staccare” la Cremonese al terz’ultimo posto. Un pareggio che, concettualmente, viste le premesse, potremmo definire molto deludente, per il contesto e l’avversario davanti, di fatto già in B e decisamente meno in palla delle ultime partite in casa contro Fiorentina e Milan, ma che alla fine della fiera bisogna accogliere con positività, visto che la squadra di Di Francesco, al netto dei ritmi di gara soporiferi, occasioni alla mano, ha sicuramente più rischiato di perdere che non di vincere. Vedi la doppia parata di Falcone nel primo tempo e soprattutto il gol annullato dopo il controllo VAR al 94°.

Una prestazione davvero sconcertante dal punto di vista della convinzione da parte del Lecce che, quasi in tutti i suoi effettivi ha fatto fatica anche a stoppare un semplice pallone o a servire il compagno accanto con un passaggio a un metro, in particolare nel primo tempo. Ovviamente non vi è alcuna spiegazione logica e razionale che permetta ad una squadra che si sta giocando la permanenza in Serie A a cinque giornate dalla fine, contro un avversario di fatto già retrocesso, di fornire una prestazione del genere; ed il motivo è solo la tensione, la paura di sbagliare. Cosa peraltro anche dichiarata da Di Francesco nel post match, e rappresentata (come al solito) da lui stesso in partita con cambi prudenti e scolastici.

Non ci vuole certamente Freud nell’inquadrare questa situazione, ma vista dal di fuori è comunque una grossa aggravante che si aggiunge alla mediocrità tecnica, specie del reparto offensivo, che dunque dal mio punto di vista mette in forte dubbio la salvezza nonostante il famoso calendario abbordabile.

Personalmente ero stra convinto che non avremmo mai e poi mai fatto sei punti in queste due trasferte consecutive (e chi lo credeva probabilmente vive sulla Luna), ma vista la prestazione di ieri faccio persino fatica a pensare che ne raccoglieremo due. E questo però sarebbe gravissimo, viste le condizioni in classifica di questi due avversari.

Auspichiamo dunque una preparazione di sedute psicoanalitiche più che di allenamento nella prossima settimana di ritiro, di modo tale che a Pisa ci siano un atteggiamento e una voglia di risultato diversi, altrimenti è inutile dirlo, si rischia anche lì non solo di non vincere, ma addirittura di perdere; e raccogliere meno di quattro punti tra Verona e Pisa in questo momento della stagione è davvero un suicidio sportivo.

Matteo Pisacane

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