Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, direttamente dal palco dell’evento della Sport Industry Talk di RCS, ha rilasciato importanti dichiarazioni su possibili riforme da proporre contro la crisi economico-sportiva del calcio italiano:
“Le squadre professionistiche in Italia sono troppe, lo ripeto da tempo. Siamo l’unica federazione al mondo con tre livelli professionistici. C’è troppo turn over di squadre, in A retrocede un 15/20%, in B il 35%, in C il 20%, è insostenibile come cosa. Negli ultimi quattro anni 3 retrocesse su quattro dalla C sono fallite… serve meno rotazione e distribuzione di risorse più eque. Serve una visione complessiva, non solo numerica. Non basta ridurre il professionismo: bisogna intervenire su sostenibilità economica, sviluppo, infrastrutture. C’è l’esigenza di raffreddare il sistema. Probabilmente il 10% di turnover in A, il 20% in B e il 20% in C è un’altra soluzione che realisticamente può unire un po’ di buon senso e buona volontà: entro dicembre io farò questo tipo di proposta”.
Ma in cosa sarebbe effettiva la “rivoluzione” del dirigente pugliese? In Serie A il numero di retrocessioni in B diminuirebbe da tre a due, quindi una promozione in meno dalla cadetteria. Dimezzamento delle retrocessioni in Serie C, che da quattro diventerebbero due. A quel punto due promozioni in Serie B rispetto alle attuali quattro, aumenterebbero invece le retrocessioni in Serie D, che diventerebbero dieci dalle nove di adesso.