Così no

La sensazione, lo diciamo subito, è che facendo giusto qualcosina in più si sarebbe potuti uscire da Roma con qualche punto in saccoccia. Ci ritroviamo invece a commentare una sconfitta, la seconda consecutiva, che onestamente lascia l’amaro in bocca per alcuni aspetti che ora andremo ad argomentare.

ATTEGGIAMENTO – il Lecce ha tenuto bene il campo, su questo non ci piove, ma in alcune fasi della partita, inspiegabilmente a dire il vero, si è assistito ad una superficialità disarmante nella gestione del pallone. Il gol della Roma “nasce” da un disimpegno leggero di Ramadani che, invece di spazzare o servire un compagno,cerca un improbabile controllo orientato al limite dell’area, una cosa che ti insegnano a non fare già dai Primi Calci in età prescolare.

POCA CONCRETEZZA – Fofana e Pierotti hanno avuto la possibilità di rimettere in piedi la partita arrivando a pochi centimetri dalla gloria salvo poi vanificare tutto. Il primo scivolando fantozzianamente al momento della conclusione, il secondo riuscendo nell’impresa, una cosa veramente al limite delle possibilità umane, di centrare il difensore fermo al centro di una porta lunga ben sette metri. La mancanza di concretezza non si allena, ma sicuramente ci si può applicare per ottenere dei risultati decisamente meno deludenti.

GIOCO – questo è l’aspetto che preoccupa meno. Con l’arrivo di Gandelman e Ngom il Lecce si può definire qualitativamente completo in questo reparto se si considerano anche Coulibaly e Berisha (attualmente ai box). Più del calciatore israeliano, autore di due gol, è Ngom a prendersi la scena per la personalità e le qualità tecniche messe in evidenza.

STULIC E CHEDDIRA – il primo volenteroso ma isolato, il secondo completamente fuori da ogni logica tattica della squadra, praticamente un corpo estraneo. Il Lecce ha un problema in attacco, e non lo scopriamo certo oggi, ma quello che preoccupa è che i numerosi tentativi di dare una sistemata a questo gap non hanno portato a delle buone novelle. Stulic ha potenzialità, ha i piedi educati e la giusta cattiveria per poter dare un aiuto alla causa, ma non è supportato come dovrebbe. Non ha le stesse caratteristiche di Krstovic,non si va a prendere il pallone sulla trequarti per puntare l’uomo, è un numero nove classico, una punta che deve giocare in area di rigore. Non arriva un pallone utile, è costretto a giocare spalle alla porta e questo non aiuta. Cheddira prova ad essere più mobile, ma con scarsi risultati. L’impressione è che non si sia calato pienamente nella sua nuova realtà. Peccato.

BANDA E NDRI – Lameck sta lanciando segnali positivi. Pare che finalmente stia facendo qualche passo in avanti sul piano della continuità. Ndri meriterebbe più spazio: è veloce e imprevedibile, magari ha meno attitudine difensiva rispetto a Pierotti, ma specialmente in casa non sarebbe male vedere in campo entrambi a supporto di Stulic, magari con qualche accorgimento in mediana per garantire adeguata copertura alla difesa.

NON SIAMO SCARSI – la narrazione che parte del web ci propina è che questa squadra sia scarsa. No, non lo è. I punti fatti anche in questo campionato, praticamente quasi tutti negli scontri diretti, ci racconta l’esatto opposto. Questo gruppo può lottare con pieno diritto per mantenere la categoria, nonostante qualche carenza tecnica nella rosa. Sicuro. Se la può giocare sino alla fine come ogni anno.

COSA OCCORRE PER LA SALVEZZA? Coraggio e sfrontatezza, la stessa messa in campo ieri da Ngom che ha praticamente giganteggiato. Il Lecce deve mettere da parte ansie e paure, deve osare, deve avere il giusto coraggio per arrivare a prendersi ciò che merita. Mister, è arrivato il momento di osare di più. Occorre badare al sodo nei momenti giusti, lasciare il fioretto da parte ogni tanto e pensare anche di combattere a mani nude se serve.

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