Queste, in sunto, le diciarazioni di Pantaleo Corvino nella conferenza stampa di chiusura mercato, che si è svolta questa mattina al Via del Mare:
REALTA’, NON PLAYSTATION – “Noi siamo un laboratorio, come sapete il nostro mercato è fatto di idee. Siamo un laboratorio e ogni anno è sempre più difficile perché chi viene dalla B ha una capacità di spesa nettamente superiore. La nostra tipologia di mercato ci permette di sopravvivere, è chiaro che rischiamo, ma noi ci crediamo e se non ce la faremo chiederemo scusa”.
DETRATTORI SOCIAL – “I tifosi del Lecce non sono quelli dei social, lì ci sono mille, duemila detrattori, ma i tifosi nostri non sono quelli. Sono più di un milione sparsi, quelli che vengono al Via del Mare e quelli che ci seguono in trasferta. Non si può avere frustrazione di un’idea di mercato che ci ha consentito di avere una promozione, uno scudetto Primavera e quattro anni di Serie A. I tifosi che ci vogliono bene lo sanno”.
CESSIONI NECESSARIE – “Abbiamo operato in uscita per varie esigenze e soprattutto per un equilibrio di spogliatoio. I giocatori scontenti minano la qualità degli altri e non mettono il tecnico nelle giuste condizioni di operare. Non ha senso tenere chi chiede di essere ceduto”.
MERCATO IN ENTRATA – “All’unisono avete chiesto un centrocampista d’inserimento che fa gol, e lo abbiamo preso nei primi giorni di mercato, Gandelmann. Fofana e Ngom vanno coprire i nostri mediani titolari perché quest’anno giochiamo così. Ngom comunque è sconosciuto, ma è pronto. Poi abbiamo preso Cheddira per il problema a Camarda, che comunque può anche coesistere con Stulic se necessario. Su Pierotti: al momento in termini di gol non sta rendendo come lo scorso anno, ma non si butta via un giocatore per un momento no. Se un giornalista scrive 100 articoli buoni e 5 no, non si può cambiare subito il giornalista, ma si aspetta che torni a scrivere come prima. Sulla mancanza di luce a centrocampo: trovatemi una squadra che lotta per il nostro obiettivo con giocatori che fanno i Pirlo della situazione”.
MANCATI RIMPIAZZI – “Per quanto riguarda il terzino di riserva, di concerto con l’allenatore abbiamo valutato che in caso di necessità per queste 15 gare che restano di poter ovviare con i difensori che abbiamo già in rosa. Lo stesso dicasi per il sostituto di Morente. Lui era una quinta ala, abbiamo deciso che 4 possono bastare per le partite restanti, perché eventualmente si può fare qualche variazione di modulo. Noi abbiamo un’idea, ma non è vero che siamo integralisti. A Schipa ho detto io di cambiare modulo quando la Primavera stava perdendo sempre”.
DIRETTORE PER PASSIONE – “Al cinquantunesimo anno di questo lavoro sono stanco, è sempre più difficile, ma sono ancora mosso da tanta passione. Non sono qui per per raccattare un contratto. Siamo qui per quei tifosi sani”.