Corvino: “In A solo il Frosinone è al nostro livello, eppure sento strane critiche. In Primavera regole ad hoc per ostacolarci”

Come sempre un fiume in piena Pantaleo Corvino ogni qualvolta ha modo di confrontarsi in sala stampa. Queste le sue dichiarazioni, espresse stamattina in conferenza durante la presentazione del neo-acquisto Pierotti.
“Puntualmente mi trovo ad dover analizzare delle situazioni e stranirmi di alcuni commenti che sento e leggo in giro. In queste ultime settimane ho sentito dire che non segniamo e che in trasferta non facciamo bene. Ricordo però che in trasferta finora non abbiamo fatto punti con Juventus, Inter, Roma, Lazio e Atalanta. Penso che è già tanto far bella figura contro queste squadre, che giocano un’altra categoria rispetto a noi a livello economico. In Serie A lottiamo contro i giganti… Solo il Frosinone è al nostro livello, per il resto tutti i club spendono cifre esorbitanti sul mercato, per non parlare del monte ingaggi. Siamo a 21 punti e sempre fuori, come l’anno scorso, dalla zona retrocessione, ma sembra che non basti mai.
Mercato? Pierotti era un nostro obiettivo da tempo, abbiamo atteso il passaporto comunitario per poterlo finalizzare. Aveva altre offerte e ha scelto noi, non possiamo che essere soddisfatti.
Pierret ci piaceva già in estate, non voglio aggiungere altre cose.
De Wit? Non confermo e non smentisco.
Centrale difensivo? Touba starà fuori altri 15 giorni… attenzioniamo Esposito della Primavera.
A proposito di Primavera dico che la mia impressione è che siano state fatte regole ad hoc per non far vincere il Lecce. Ribadisco che noi non siamo contro gli italiani e i salentini, ma qui le grandi società ci lasciano gli scarti e noi non vogliamo partecipare con gli scarti, ma partecipare per vincere. Ecco perché prendiamo gli stranieri, perché se sono forti costano meno.
Centro Sportivo? E’ un mio pallino da sempre e anche quello del presidente”.

NEWS RECENTI

Qui Cosenza – Delvecchio: “Tutino per noi è importante, ma…”

Calciomercato Lecce – Falcone si allontana dalla Roma: ecco perché