Il presidente Sticchi Damiani ha rilasciato delle dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport, che svelano ulteriori dettagli in merito alle ragioni del Lecce nei confronti del “disertore” Banda e rivelato quelli che saranno i possibili sviluppi della questione, ferma restando la posizione ormai irreversibile del calciatore. Un contenzioso destinato a finire in tribunale.
Ecco le parole del presidente giallorosso:
“L’opzione di prolungamento unilaterale è sempre stata parte del contratto di Banda, sin da quando è arrivato per la prima volta nel Salento nell’estate 2022. Avremmo potuto allungargli il contratto ed avvisarlo con una semplice pec, invece lo scorso maggio lo abbiamo anche convocato in sede: Banda, assistito dai suoi vecchi procuratori, ha firmato un documento di adesione al nostro esercizio dell’opzione di rinnovo. Lo abbiamo coinvolto costantemente e in modo leale. Sui nostri social abbiamo anche ufficializzato il rinnovo con un post. Riguardo poi le altre questioni sui presunti ‘maltrattamenti’, ricordo che gli siamo stati sempre vicino, tant’è che durante la premiazione delle sue cento presenze in giallorosso, lui stesso, con un post su Instagram (foto copertina, ndr), ci definì la sua famiglia italiana. Oltretutto ho anche acconsentito all’anticipo dell’ultimo stipendio per far sì che sostenesse le spese per il matrimonio. Per cui le dichiarazioni che ha fatto rilasciare ai suoi amici tramite giornali online africani sono assolutamente inattendibili.”
Cosa accadrà ora? Il club libico, che peraltro sapeva che fosse sotto contratto con noi in quanto ci ha formulato inizialmente un’offerta al ribasso senza rilanciare, chiederà il via libera per tesserare Lameck a parametro zero. In seguito al famoso caso Lassana Diarra, purtroppo la Fifa, per non rischiare di incorrere in condotte anticomunitarie, concederà il trasfert provvisorio in via automatica. È probabile dunque che Banda inizi abusivamente la stagione giocando con l’Al Swehli. La stessa Fifa, però, mette a disposizione delle parti un apposito tribunale, al quale ovviamente il Lecce si rivolgerà per aprire un contenzioso e che ci permetta di essere tutelati economicamente“.
Dunque una “partita” tutt’altro che conclusa, al di là della diserzione reiterata dello stesso calciatore, che però al netto di una possibile svolta immediata in proprio favore, e cioè ottenendo un tesseramento con la società del campionato libico che intende ingaggiarlo, alla lunga potrebbe anche rischiare di dover risarcire economicamente il Lecce.