BENEDETTA SOSTA

Il buongiorno è di nuovo amaro, come ormai da un mese e mezzo a questa parte tutti i week-end. Per il Lecce ora le sconfitte consecutive sono quattro e i punti restano sempre venticinque, in attesa delle partite di tutte le altre tra oggi e domani che naturalmente potrebbero minare la nostra posizione di classifica. Speriamo ovviamente, come sempre, in risultati favorevoli, anche se francamente la situazione inizia a diventare un tantino frustrante. Forse più degli altri anni.

Dopo la beffa col Milan a livello di risultato, ma con una prestazione che per settanta minuti aveva dato segnali di fiducia, ci si aspettava decisamente di più dagli uomini di Giampaolo in quel di Genova. Soprattutto per via di un avversario decimato dalle assenze e con una classifica pressoché tranquilla. Diciamo che al netto del campo storicamente difficile, da calendario quella di Marassi era la partita ideale per interrompere la serie negativa. Invece no, tra le due squadre, almeno a tratti, chi ha giocato con il sangue agli occhi sembrava di più la squadra di casa. Perlomeno in alcuni elementi, tipo il mattatore della serata Miretti, autore addirittura della sua prima doppietta in Serie A; al di là della quale, ad onor del vero, non si è subito più nulla. Fatto sta che i giallorossi, in particolare nel primo tempo, hanno concesso il fianco in maniera troppo agevole al Genoa, a causa di un centrocampo che è apparso troppo leggerino e mal posizionato al cospetto di quello rossoblù. Sicuramente la contemporanea non brillantissima serata di Helgason e Berisha ha inciso in tal senso, ma è parsa anche una questione di densità fisica. Non a caso la squadra si è palesemente sistemata nel secondo tempo con l’ingresso di Kaba, finalmente tornato sui suoi standard. Stesso discorso anche per le ali, inteso come pericolosità offensiva. Gli ingressi di N’Dri e Karlsson sono risultati corretti e utili. I due non hanno rubato certamente la scena, ma rispetto alla partita mediocre di Morente e Pierotti, a tratti (almeno come frizzantezza), sembravano Ribéry e Robben ai tempi del Bayern Monaco… E questo in un certo senso la dice lunga su alcune scelte ostinate di formazione iniziale nelle quali sembra si stia incartando il nostro allenatore. Situazione molto pericolosa a questo punto del campionato…

Il discorso, infine, va necessariamente esteso anche alla difesa. Tolta la partita di ieri dove non si poteva a causa dell’indisponibilità di Sala, in generale è arrivato il momento di dare un po’ di riposo a Gallo e, soprattutto, è arrivato il momento di rimettere titolare Gaspar. La coppia Baschirotto – Jean, infatti, dopo mesi di gare tutto sommato oneste, sta iniziando a fare acqua da tutte le parti.

Il mister ci rifletta (e ci lavori) seriamente, approfittando della sosta del campionato che riguarderà il prossimo fine settimana. E che sia a questo punto benedetta per noi, perché così francamente non si può continuare, al di là della pochezza altrui che sin qui ci ha tenuto a galla. I punti per salvarsi non dovranno essere poi così tanti se questa resta la media, ma il calendario (malgrado l’opinione di molti) li consente sempre e bisogna ritornare a farli quanto prima, iniziando dalla Roma, appunto, dopo la sosta.

NEWS RECENTI

Qui Inter: a Lecce senza due pedine importanti per squalifica

Giudice Sportivo: un turno di squalifica per un componente dello staff giallorosso