Sigarette mai spente… il punto dopo Roma-Lecce

Sconfitta pesante in quel di Roma per Baschirotto e compagni, che ci fa tornare sulla Terra dopo quattro punti conquistati in due giornate. Stavolta quattro sono i gol al passivo, confermando così per il Lecce che l’Olimpico sponda giallorossa è una tappa amarissima.
Complice l’indisponibilità di Gallo, mister Giampaolo ha optato per un 3-4-1-2, con Jean dietro, più o meno come si era visto a Venezia nella ripresa, scelta tattica che personalmente mi ha sorpreso, soprattutto per l’impiego dal primo minuto di entrambe le punte, ma che al netto di qualche sbavatura individuale (che poco c’entra con il modulo) non si può dire che non sia stata azzeccata. Il Lecce infatti dopo un inizio un po’ di timido è finito in crescendo, come ha dimostrato il rigore procurato quasi allo scadere della prima frazione e di cui è stato protagonista assoluto Rebic con Coulibaly.
All’intervallo però è arrivato un triplice cambio piuttosto discutibile, soprattutto per quanto riguarda l’uscita dal campo di Rebic, a beneficio di un Morente piuttosto impalpabile, al pari dello stesso Oudin, che comunque non ha fatto meglio di Rafia. Kaba per Ramadani ci poteva anche stare, anche se forse prematuro anch’esso come cambio.
Detto della stranezza concettuale di questi cambi (anche solo in virtù del mero risultato che recitava il tabellone alla fine del tempo), che comunque nella mente dell’allenatore avevano chiaramente una logica, come peraltro dichiarato nel post partita dallo stesso Giampaolo (CLICCA QUI), la partita si è persa per delle situazioni individuali. Sul 2-1 è una situazione di difesa schierata, e Baschirotto si fa banalmente prendere il tempo da Mancini, il 3-1 invece nasce su un contropiede scaturito da un passaggio velleitario di Dorgu, (ieri prestazione imbarazzante per lui); quindi poco c’entrano gli uomini sostituiti o il modulo in sé, almeno nelle fase difensiva, perché in quella offensiva obiettivamente Morente e Oudin hanno gestito malissimo due potenziali occasioni da gol. Il 4-1 poi è solo una triste conseguenza di una partita ormai già finita e resa ancora più amara per l’infortunio (serio) di Gaspar. E questo indubbiamente sposta la preoccupazione per il futuro in generale più che la partita persa in sè, che ricordiamo, si può perdere anche contro questa Roma. Fortuna che gennaio non è poi così lontano, anche se in mezzo ci sono 3 partite importantissime dove c’è l’obbligo di punti nonostante alcune defezioni pesanti, a cominciare da domenica prossima all’ora di pranzo.

Matteo Pisacane

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