Caso Banda: ecco le mosse del Lecce

In casa Lecce tiene banco il caso Banda: i recenti sviluppi, visti dal punto di vista del club, non hanno fatto altro che peggiorare una situazione già di per sè abbastanza compromessa. Il calciatore, assumendo questo atteggiamento, ha recato un indiscutibile danno di immagine e tecnico alla rosa, e adesso diventa veramente molto difficile collocare sul mercato il proprio tesserato.

CARTE SCOPERTE – Se Banda avesse scelto al momento opportuno la strada del dialogo, in stile Ramadani per capirci, si sarebbe potuta trovare una soluzione che potesse accontentare tutti, magari accettando di fare un piccolo sconto al suo futuro club. Ora invece, con il calciatore che ha fatto sapere al mondo di non voler più continuare a giocare con il Lecce, nessuno sarà disposto a pagare la cifra richiesta dal Lecce, e di fatto quindi si rimane in una situazione di stallo.

LA POSIZIONE DEL LECCE – Il Lecce, per voce del Presidente Sticchi Damiani, non intente cedere ad alcun tipo di ricatto o giochino sporco. Il giocatore, se non arriverà un’offerta congrua, rimarrà sotto contratto con il club di Via Costadura. Questo è poco ma sicuro. A non giovare c’è poi un dettaglio: il numero uno del sodalizio salentino è uno degli avvocati più quotati del Paese…è proprio il caso di dire che Banda è finito nella “tana dei lupi”.

LE MOSSE DEL CLUB – Il Lecce potrebbe chiedere la risoluzione del contratto, applicando l’articolo 17, ma ovviamente non lo farà. Quello che si farà invece è un esposto alla Procura Federale per chiedere il decurtamento dello stipendio del proprio tesserato. Si muoverà poi una causa per danno di immagine e tecnico allo stesso calciatore che, da parte sua, avrebbe la facoltà di sciogliere il contratto pagando una corposa penale di tasca propria, pari al suo valore di mercato attualmente in essere o una cifra ragionevolmente vicina al suo status.

Non una bella situazione, dunque, ma quello che possiamo garantire è che il Lecce, oltre a perdere un calciatore che veniva considerato “titolare”, non ha nulla da temere. I giallorossi sono pienamente dalla parte della ragione, forti poi del possesso di un regolare contratto di lavoro siglato dallo stesso calciatore. La legge, si sa, non ammette ignoranza, quindi fondare una tesi difensiva su quei toni non lascerà alcuno spiraglio all’oramai ex esterno offensivo giallorosso.

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