Quello del peggior attacco di Serie A (appena 21 gol in 32 partite) ed anche tra i peggiori d’Europa, ormai è una costante per il Lecce in queste ultime due annate di Serie A e, da un certo punto di vista, possiamo dire che oramai non fa neanche più notizia (ovviamente si fa per dire…); ma il vero “dramma” è che nelle ultime settimane sta venendo meno anche il reparto difensivo, fino alla gara con la Cremonese di un mese fa tutto sommato una “certezza” della squadra di Di Francesco e di fatto in grado di bilanciare la situazione. Da Napoli in poi, invece, Falcone e compagni hanno iniziato a prendere dei gol al limite del proponibile per la massima serie (ben 8 in 4 gare), frutto perlopiù di distrazione e posizionamento più che di incapacità tecnica in sé. E questa è indubbiamente un’aggravante di cui francamente dall’esterno facciamo fatica a spiegarci, se è vero com’è vero che siamo in un momento del campionato invece la concentrazione dovrebbe essere maggiore. C’è dunque da lavorare soprattutto in termini psicologici per tornare almeno sugli standard precedenti, perché le partite per aggiustare la rotta da ora in poi ci saranno.