Lunedì 16 marzo, alle ore 16, il Museo Ebraico di Lecce ospita l’inaugurazione della mostra personale di Adi Kichelmacher. Questa affascinante esposizione si propone di esplorare le intersezioni tra Ebraismo e Cristianesimo attraverso l’arte, ponendo al centro la figura di Gesù e le sue radici ebraiche.
Luogo di confronto, incontro e riferimento per portare alla luce e valorizzare la storia della comunità ebraica vissuta anticamente a Lecce, il Museo Ebraico, nato dieci anni fa grazie a Francesco De Giorgi e Michelangelo Mazzotta con la direzione scientifica del professor Fabrizio Lelli, si rende protagonista ancora una volta di un appuntamento artistico di grande rilievo al quale prenderanno parte anche Fabrizio Ghio e Vito Andrea Mariggiò, componenti del comitato scientifico del Museo Ebraico, e le istituzioni locali, Mons. Mauro Carlino, Parroco di Santa Croce, Diocesi di Lecce, Loredana Capone, Presidente della V Commissione della Regione Puglia, Lara Cataldo, Presidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Lecce, Loredana Tundo, Consigliera Provincia di Lecce.
L’artista, che ha già esposto in passato al Museo Ebraico con la mostra “Le tracce del treno della vita. Tra arte e documenti per non dimenticare”, torna dopo alcuni anni a Lecce con la mostra “Le radici ebraiche di Gesù nei Vangeli” con la quale tocca il culmine di un’accurata ricerca artistica. Kichelmacher afferma: “Quando ho approfondito la ricerca sui dipinti religiosi di Gesù, ho notato che avevano rimosso ogni simbolo ebraico, e ho avuto la sensazione che attraverso l’iconografia stessero cambiando la visione della storia e offuscando la sua identità e le sue radici ebraiche.” Con questo progetto, l’artista aspira a restituire la vera identità di Gesù, rendendo omaggio alle sue origini ebraiche.
La mostra, visitabile fino al 31 ottobre 2026, si propone di mettere in luce i valori comuni tra le due tradizioni religiose, evidenziando come Ebraismo e Cristianesimo condividano un patrimonio morale e religioso fondamentale, come i Dieci Comandamenti. Kichelmacher sottolinea l’importanza del “rispetto reciproco” e della “convivenza pacifica”, elementi essenziali per un dialogo costruttivo in una società pluralista.
“Il mio desiderio è di costruire un ponte artistico tra due tradizioni spirituali intimamente legate”, continua Kichelmacher. “Attraverso opere visive, si intende esplorare i valori comuni, come l’amore per il prossimo, la giustizia, la pace e la sacralità della vita.”
La mostra sarà accompagnata da testimonianze di studiosi e teologi ebrei e cristiani, creando un ambiente di confronto e riflessione. L’arte di Kichelmacher non è solo un mezzo espressivo, ma un invito a superare barriere storiche e promuovere la conoscenza reciproca.
L’inaugurazione si terrà presso il Museo Ebraico di Lecce, da sempre promotore di personali e collettive in cui si celebra l’arte come strumenti di dialogo e comprensione.
Orari apertura Museo Ebraico: 10.00/19.00
Testo critico dell’artista
Le radici ebraiche di Gesù nei Vangeli
L’Arte come dialogo tra ebraismo e cristianesimo
Quando ho approfondito la ricerca sui dipinti religiosi di Gesu`, ho notato che avevano rimosso ogni simbolo ebraico, e ho avuto la sensazione che attraverso l’iconografia
stessero cambiando la visione della storia e offuscando la sua identita` e le sue radici ebraiche. Pertanto, ho aspirato a creare dipinti che raccontassero in uno stile iconografico dieci momenti della vita di Gesu`, e ho aggiunto cio` che mancava, la sua identita` ebraica, e ho restituito le sue radici alla storia.
Ebraismo e Cristianesimo condividono molte radici: credono in un unico Dio, riconoscono figure comuni come Abramo, Mose` e Re David e hanno valori etici simili, come
la giustizia, la misericordia e la dignita` della persona e inoltre entrambi le tradizioni si fondano su un patrimonio morale, religioso comune: i Dieci Comandamenti.
E` naturale che ogni fedele consideri “vera” la propria religione, perche´ la vive come cammino personale e comunitario di fede.
Allo stesso tempo, il rispetto reciproco e` fondamentale: riconoscere la liberta` di coscienza, convivere pacificamente, ascoltare l’altro senza volerlo sminuire, perseguirlo o umiliarlo,
non significa rinunciare alle proprie convinzioni, ma viverle in modo maturo e responsabile. In questo senso, il rispetto dell’altro non cancella le differenze, ma permette alle differenze di esistere senza diventare motivo di conflitto. E` una base essenziale per il dialogo per
una societa` giusta e pacifica senza conflitti.
Il progetto nasce anche dall’osservazione del mondo contemporaneo, in cui talvolta si cerca di interpretare la figura di Gesu` secondo ideologie moderne o politiche.
Il mio desiderio e` di costruire un ponte artistico tra due tradizioni spirituali intimamente legate: l’Ebraismo e il Cristianesimo. Attraverso opere visive, si intende esplorare i valori comuni che le due fedi condividono: l’amore per il prossimo, la giustizia, la pace, la misericordia, la sacralita` della vita.
Un elemento centrale sara` il riconoscimento dell’identita` ebraica di Gesu`: un uomo nato e morto ebreo, che ha vissuto e insegnato all’interno della tradizione ebraica. Questo aspetto, spesso dimenticato o trascurato, puo` diventare un punto di partenza per riflettere non sulla divisione, ma sull’origine comune e sulla possibilita` di dialogo.
Obiettivo: usare l’arte per superare barriere storiche, promuovere la conoscenza reciproca e stimolare una riflessione profonda sull’unita` spirituale che puo` emergere dal rispetto
delle differenze.
Testimonianze di studiosi e teologi ebrei e cristiani.
ADI KICHELMACHER