Questo il post su Facebook pubblicato dal vicepresidente Corrado Liguori:
In questi anni abbiamo fatto salti mortali.
I nostri bilanci, senza le intuizioni e il lavoro della Direzione Tecnico-Sportiva, chiuderebbero con passivi molto alti che noi, a differenza di altri, non potremmo sostenere.
Da proprietario e da manager del club, oltre ad augurare lunga vita a chi riesce – con competenza e creatività – a mantenere in equilibrio i nostri conti attraverso plusvalenze tutt’altro che scontate, non posso nascondere il mio sogno:
che un giorno anche il nostro Lecce possa beneficiare di una proprietà con maggiori possibilità, capace di portare quel valore aggiunto in termini di investimenti che potrebbe d cambiare ulteriormente la nostra storia.
Cari tifosi giallorossi,
con oggi si chiude un anno intenso, forse uno dei più complicati della nostra gestione.
Un anno segnato da una salvezza conquistata all’ultimo istante, da una perdita gravissima all’interno del nostro spogliatoio, da una nuova stagione partita in salita e da una concorrenza sempre più spietata, alimentata dall’ingresso nel calcio di proprietà semplicemente fuori portata.
La partita contro il Como è stata la fotografia perfetta di tutto questo:
l’ennesima squadra del Nord rilanciata da una proprietà ricchissima di risorse, organizzazione e cultura del lavoro, capace di mettere in campo qualità in ogni reparto.
E poi ci siamo noi: l’unica realtà del Sud – Napoli a parte, e forse Cagliari – che prova ogni giorno a colmare un divario enorme con ciò che ci ha sempre contraddistinto. Carattere, sacrificio, coraggio.
Ma il risultato, purtroppo, è stato impietoso.
Perché i nostri miracoli – dei quali vado fiero e dei quali dobbiamo andare fieri tutti – rappresentano una base unica in Serie A.
Una base solida, costruita con lavoro, identità e appartenenza.
Una base che, con maggiori risorse, permetterebbe al Lecce di compiere finalmente un ULTERIORE salto di qualità che tutti meritiamo.
A voi, che siete la nostra forza e la nostra anima, va il mio augurio più sincero:
buon 2026, giallorossi.
Che sia un anno di orgoglio, di unità e di futuro.
Un messaggio di fine anno, certo, ma che a nostro avviso lascia intendere anche qualcos’altro tra le righe. Ai posteri l’ardua sentenza…