Figuraccia storica ieri pomeriggio al Via del Mare. Di quelle che dagli spalti, da tifoso, ti mettono in imbarazzo e ti fanno vergognare. Una partita letteralmente incommentabile dal punto di vista tecnico-tattico, se non per i soliti 25/30 minuti, dove da copione il Lecce ha approcciato benino alla gara, salvo poi sgretolarsi al primo episodio negativo: cioè il gol subito. Questa volta poi la “reazione” è risultata peggiore di sempre, complice anche l’espulsione di Gallo, che non solo ha fatto scaturire la punizione da dove è nato lo 0-3 viola, ma ha anche esposto i compagni ad un secondo tempo intero in inferiorità numerica; in una gara che aveva già preso una piega preoccupante e che infatti è finita in tragedia. Il punteggio “tennistico” è persino riduttivo…
Riassunta così la “partita”, se così si può definire, possiamo dire che al di là di qualche accorgimento iniziale dell’allenatore a livello di schieramento, che sulla carta aveva più senso, è venuta meno (come sempre) la tenuta psico-fisica degli undici in campo. Un encefalogramma totalmente piatto ad ogni sviluppo del match.
Errori difensivi in serie, che si farebbe fatica a vedere anche in C, per non dire in D. Ma non solo individuali, proprio di concetto e d’incomprensione fra i vari compagni e i vari reparti di gioco.
Ecco perché continuo a sostenere, dal mio punto di vista, che nonostante alcune lacune evidenti nella costruzione della rosa (un’altra ala destra ed un altro centravanti, ad esempio), ci siano delle evidenti responsabilità dell’allenatore. Perché questa può anche essere una squadra incompleta come dice qualcuno, allestita male come dice qualcun altro, ma non è certo una squadra che è talmente scarsa da prendere 6 gol in casa dalla Fiorentina, ed in generale 18 in 8 giornate e dall’altra parte facendo fatica a centrare lo specchio della porta. Soprattutto per come si sviluppano queste partite: non può essere solo un problema di squadra non all’altezza. Vivaddìo ci siamo salvati con Askildsen e Ceesay, e nemmeno con Rossettini e Dell’Orco in difesa facevamo ‘ste figuracce (con tutto il rispetto per i citati).
Chiaramente la grossa fetta anti-corviniana, social e non, non sarà d’accordo (in nome dell’ “io lo avevo detto eh…”), ma io penso che in questo momento, dato che siamo soltanto ad ottobre e la rosa non può essere rivoluzionata, ci voglia assolutamente un cambio di guida tecnica, per dare quella cosiddetta scossa per responsabilizzare i calciatori, che obiettivamente sembrano accettare passivamente la situazione. Se Gotti resta non sapremo mai qual è il confine tra le sue responsabilità e quella delle direzione tecnica. Se arriva un altro tecnico almeno possiamo dire di averci provato in tempo.
Restare così, a mio avviso, non sortirà alcun cambiamento di quello che è un destino che appare già segnato, anche se mancano ancora 30 giornate.