Sigarette mai spente… Il punto dopo Bologna-Lecce

Dopo il sussulto casalingo con il Verona il Lecce torna subito sulla Terra e a Bologna incassa un’altra sconfitta, la settima del suo campionato in sole undici giornate; restando così a 8 punti in classifica in attesa degli altri.

Un Lecce per la verità abbastanza ordinato a livello tattico, che in senso assoluto probabilmente non avrebbe “rubato” nulla se avesse portato a casa un pareggio senza gol, ma che alla fine si può dire abbia pagato l’eccessivo difensivismo, contro un Bologna obiettivamente “spuntato” e neanche lontanamente quella squadra di palleggio dell’anno scorso.

La squadra di Gotti ha chiuso ancora una volta una gara senza segnare (l’ottava su undici) restando così a 4 reti totali all’attivo. Un dato imbarazzante che non è assolutamente giustificato da nessuna qualità della squadra, reale o presunta. Ed è questo il vero (e forse unico?) problema serio e incisivo di questa squadra. Ok che le reti subite sono 20, non poche, ma non siamo in assoluto la peggior difesa e bisogna tenere conto che ben 6 reti si sono prese in una sola gara “sfigata”, e soprattutto che in Serie A non è poi così difficile che una squadra in lotta per la salvezza subisca gol facilmente da almeno 14 squadre su 19 avversarie; ma è la carenza di gol che obiettivamente condiziona in assoluto l’esito dei nostri match. Il non riuscire ad andare mai in vantaggio contro squadre dalla caratura superiore, quando queste magari non sono in palla (vedi anche Napoli) ti pone davanti ad un destino segnato, prima o poi, anche se di misura e nel finale come ieri e tutto sommato anche al Maradona.

Checché ne dica una buona fetta di tifo, però, io non credo che questa penuria offensiva della squadra di Gotti sia tanto insita nella qualità dei singoli, oppure nella struttura del modulo, ma sia figlia di scelte troppo cervellotiche del tecnico veneto, soprattutto in gare dove sulla carta siamo i meno forti, e soprattutto nella mancanza di coraggio trasferita alla squadra, sia nel proprio atteggiamento che tramite lo schieramento tattico (vedi Dorgu ieri reinventato interno) ed i cambi. Oggi più determinanti che mai…

È chiaro che venerdì contro l’Empoli è auspicabile che il Lecce mantenga (almeno) il suo status di “vincente negli scontri diretti”, per rimanere in linea di galleggiamento nonostante tutto. Ma questo a patto che la sosta successiva serva al mister per dare un cambio definitivo di mentalità, altrimenti forse sarebbe meglio un ulteriore sacrificio di risultato finalizzato ad uno “strappo” in panchina in vista di Venezia a fine novembre.

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